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SERIE C: Tra alti e bassi.

13° giornata – Campionato Regionale Serie C
Sanda Volley vs Gonzaga Milano 0-3
20-25; 23-25; 16-25

Mi aspettavo una partita ad una unica direzione. Questo diceva “la carta”. Invece la pallavolo riesce sempre a stupirmi.

Primo e Secondo set giocati bene, di cuore, con voglia di dimostrare qualcosa contro un avversario sicuramente superiore per caratura tecnica delle individualità. Riusciamo a stare sempre avanti all’avversario fino al 16 esimo punto, dopo di che cediamo nel finale dei set.

Il terzo set non ha invece storie, i due set precedenti ci prosciugano le energie mentali e non entriamo mai nel set, salviamo l’ orgoglio dei punti, grazie principalmente ai cambi in campo degli avversari che ci lasciano giocare di più.

La nota davvero positiva, è la registrazione dell’ undicesimo ingresso in campo della giovane schiacciatrice Alice BRUNELLI (17 anni, ndr), che guadagna lo status di giocatrice di Serie C. Brava Lolli!!! (Nella foto insieme alle sue piccole tifose)

Sanda Volley:  1 BETTINETTI Beatrice (), 3 PANTAROTTO Martina (2), 5 ZANINI Giulia (8), 6 ARIOLI Letizia (), 2 BRUNELLI Alice (6), 7 GUGLIELMI Lucia(), 9 OLIVA Chiara (9), 10 PASSONI Ilaria (7), 11 GALLIANI Monica (), 12 DELLA FLORA Roberta (5), 13 ASSI Sofia (), 14 BOTTAN Mara (7), 15 GIARETTA Martina (), 16 GRAZZI Arianna()

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Under 18: il titolo lo lascio a voi

9° giornata – Campionato Provinciale Under 18
Sanda Volley vs Martesana Volley 3-1
25-20; 13-25; 25-23; 25-23

Lo ha scritto Pirandello il copione di questa emozione. Ci sono tutti gli ingredienti: la rivalità, la passione, le speranze, gli imprevisti, i tradimenti, l’affetto. Il teatro, quella che noi chiamiamo affettuosamente “la Bombonera”, il palcoscenico gli 81 metriquadri di quella palestra che da sempre è casa di Sanda.

Il pubblico delle grandi occasioni: famiglie, bambine, #sandagirls. La partita è quella che vale il primo posto (momentaneo) del girone. E’ la gara perfetta … nel nostro momento peggiore.

Pirandello inizia disegnando i contorni a quella che sembra una tragedia. Inizia domenica con la febbre da infezione che colpisce la nostra “Lolli” e la costringe dalle parti del pronto soccorso, continua con i dolori che attanagliano il ginocchio di Bea e finisce con l’infortunio scolastico per la nostra palleggiatrice Federica arrivato nella mattinata prima della gara.

Sembra che il destino ci dia un segnale inequivocabile:” da qui non si passa”, e cosi scherzando nei gruppi di Whatsapp dirigenziali si fa forte l’hashtag #nonsuccedemasesuccede.

Il tempo scorre e si accendono le luci della palestra, è arrivato il momento nel quale si giocherà quella che il nostro presidente a descritto come “La Partita” (ndr. la tocca piano). Inizia il riscaldamento ma la tensione è troppa, c’è bisogno di guardarsi in faccia e chiudersi nel nostro piccolo mondo, ci serve uno spazio sicuro dove riflettere e trovare quello spirito che è necessario per affrontare questo ostacolo. Ci chiudiamo nel nostro spogliatoio e parliamo di qualcosa di importante:

“Bisogna essere consapevoli di ciò che siamo, sappiamo di essere in difficoltà, sappiamo che contro di loro abbiamo sempre perso, ma questo non vuol dire che la storia di questa partita sia gia scritta.” Un sospiro: “gli ostacoli sono limiti della mente. In verità un ostacolo è una opportunità per trovare una soluzione al quale non avevamo pensato. Ci serve fiducia per credere che tutto sia possibile. ” una pausa, siamo occhi negli occhi: “forse oggi non saremo brillanti come sempre con le schiacciatrici di posto quattro, ma abbiamo i centrali, abbiamo gli opposti, abbiamo il nostro grande livello di servizio e sopratutto abbiamo un muro ben organizzato. Costruiamo la nostra gara con pazienza e gestiamo il momento!” Kamate!

Facciamo riscaldamento dinamico, diverso, per non pensare, per concentrarsi sulla tecnica e non sulla paura; sorteggio, e si inizia a scaldare i motori della schiacciata. L’avversario si fa subito sentire, fa paura e prende letteralmente a schiaffoni la palla, fa rumore, fa crescere l’ansia e lo noto sia in me che nelle mie ragazze.

Giusto il tempo per gli ultimi consigli e si parte, ma ricordate se loro tirano cosi forte, sarà più facile prenderle a muro – opportunità non ostacoli.

Come sempre si presenta una partita molto tesa, giocata punto a punto che ci vede recitare sempre la stessa parte. La rotazione di partenza è la stessa di sempre P6 (e loro anche, questo dettagli sarà importante), ma gli allenamenti dell’ultimo periodo mi dicono che oggi sia centrali che schiacciatori debbano essere inverti: chi non risica non rosica. Partiamo forte dopo qualche scambio di sostanziale equilibrio cominciamo a mettere qualche punto tra noi e l’avversario. Ma vuoi che Pirandello non aggiunga pathos? Mi si gela il sangue quando su un’attacco molto spinto di seconda linea Bea rovina a terrà dolorante; fortunatamente dopo qualche istante si rialza, acciaccata, ancor di più, ma in piedi e pronta. Riceviamo, attacchiamo e il sistema muro difesa funziona, rispolveriamo anche il nostro muro a tre che da subito qualche break prezioso. Le avversarie vanno a fiammate, ma non sembrano trovare quella costanza che è sempre stato loro pregio. Sembra che oggi il copione sia diverso, 25-18 e portiamo a casa il primo.

“Ragazze non abbiamo ancora fatto nulla, sappiamo che questa partita è difficile, rimaniamo qui con la testa e continuiamo con le misure che abbiamo preso. Se cambia qualcosa cerchiamo di adattarci velocemente”

Squadra che vince non si cambia, ma so che questo set sarà difficile, storicamente il secondo set contro Martesana è sempre un loro dominio. Loro trovano lo spiraglio giusto, passano con la loro miglior schiacciatrice sopra il muro di Sara, e la difesa non riesce a tenere con precisione. Battono bene e colpiscono forte e stravincono questo set in dominio completo della situazione. Meglio far schiarire le idee a Bea in panchina, subisce troppo questo momento della gara. Il solito copione di sempre insomma, nulla di non prevedibile. Ma abbiamo davanti a noi un grande ostacolo. Bisogna adattarsi e farlo in fretta.

Quando perdi tanto a poco in una partita come questa è difficile trovare le parole giuste, ma sai che molto di quello che succederà dipenderà da questo e dai primi 8 punti del set. Sai che le tue bimbe faranno ciò che dici, perchè credono in te, ma se sbagli? se si rendono conto che quello che hai detto non serve? se hai letto male la gara loro si sentiranno smarrite in campo e allora si che avrai perso la partita.

“Bene ragazze, abbiamo un problema! Loro passano sopra Sara e quindi? la partita è finita qui? Sono state brave a trovare questa situazione e quindi? Adattiamoci con il sistema difensivo, difendiamo con Emma lunga, e raddoppiamo la parallela con il posto sei se dovesse servire. Proviamo a partire P3 per mettere il muro di Emma davanti alla loro schiacciatrice. Presenti con il muro, andiamo a tre se c’è l’opportunità, e continuiamo a variare colpo e punto rete.” Kamate!

Funziona, ora non trovano più con fluidità il passaggio contro Sara, l’altra schiacciatrice non è cosi abile con la parallela, ed Emma tiene bene in tutti i fondamentali. Il set è molto teso, prendiamo anche un vantaggio che però viene vanificato dalla ritrovata costanza delle avversarie e qualche nostro imprecisione. Ma ci siamo, e lottiamo su ogni pallone. Si fanno sentire Gaie ed Ele che al centro cominciano a lavorare qualche pallone sporco prendendo cambi palla importanti. Bea e Lolli martellano da posto quattro ed Emma disegna poesie che variano le tematiche del nostro attacco e togliamo loro i riferimenti difensivi; Lisa trova i giusti piazzamenti in difesa ma pasticciamo un po troppo con i tempi di muro e regaliamo ancora qualche punto di troppo. Siamo 23 pari e tutto va come doveva andare, due colpi in parallela contro il muro di Sara che vanno out. Errori loro o bravi noi a prevedere questo? Lo diranno i posteri. Ma intanto c’è un nuovo copione alla storia. Siamo avanti 2 a 1.

E ora? Se lui (l’allenatore avversario) ha capito la mia mossa e gira la formazione siamo punto a capo. Cosa scegliere in questa partita a scacchi? Guardo oltre la rete cercando un segnale che non c’è. Ripercorro nella mia mente tutti gli altri scontri, mi confronto con il mio assistente e decido di partire ancora p3 sperando di trovarmi ancora nella situazione di muro difesa favorevole.

“Ragazze, siete state brave, ci siamo adattati bene ad una situazione imprevista, ora riproviamo ancora con P3 sperando di trovarci ancora in questa situazione favorevole, ma se cosi non fosse, raddoppiamo la parallela in difesa e teniamo di testa. Anche se andiamo sotto gestiamo il momento. Fate attenzione alle piazzate da lontano.”

Formazioni in campo ed un sospiro di sollievo siamo ancora in rotazione favorevole; ma il quarto set è un dramma. Siamo in equilibrio solo nella fase iniziale, mentre le avversarie ritrovano ritmo e ci staccano tenendo per tutto il set un parziale di 4 break di vantaggio. Chiedo alle ragazze di variare i colpi, ma non lo fanno con convinzione, Emma e Bea sono pasticcione e fatichiamo a trovare lo spiraglio giusto. E un momento importante siamo sotto 21 a 17 ed è difficile uscirne:  “Ti prego bea fai un palonetto” … punto e giriamo. Ci da fiducia e ritroviamo ritmo in attacco e in servizio il nostro muro torna farsi sentire, Emma torna in se e si fa trovare più pronta in difesa. Siamo 22 a 23 muro e prendiamo il servizio portandoci sul 23 pari.

Bea si prende questa palla, posso solo immaginare quanto sia pensante quel pallone, carico di storia e provo ad immaginare cosa potesse passare nella sua testa in quel momento: “Quante volte in questa situazione questa palla è finita fuori? quante volte ho fatto la scelta sbagliata? quante volte ho desiderato vincere questa partita? Ho imparato ad essere coraggiosa in queste situazioni. Voglio vincere, voglio l’ace!”

Il resto è il destino che lo disegna. Saranno i suoi 2 ace a darci la vittoria, cosi come il suo idolo Zaytsev contro gli USA, scaglia due lavatrici nel campo avversario che non riescono a tenere…. Lacrime, gioia e un peso che da stasera non ci sarà più per nessuno di noi.

Non importa il primo posto in classifica, quello è  soltanto la conseguenza naturale del lavoro svolto, è importante invece aver guidato la squadra a prendersi questa grande soddisfazione; ho cercato di raccontarvi questa partita dal punto di vista di un coach, cercando di rendervi partecipi di tutto quello che accade in panchina e in palestra e che non sempre si riesce a percepire. Si vede un pazzo che dice qualcosa, esulta per piccole cose, urla qualcosa e che se la prende per gli errori banali.

Allenare queste ragazze è un privilegio, vivere a contatto con le loro paure ed insicurezze è la cosa che rispetto di più al mondo, dare loro la possibilità di sognare, di condividere momenti importanti è ciò che faccio pazientemente ogni giorno.

Vi lascio con messaggio per le mie bimbe.

Questa partita era carica di tante cose, forse troppe. C’è chi resta e c’è chi se ne andato e se ci diciamo: “fa niente, non importa!” noi mentiamo a noi stessi. Siamo una squadra perché dentro di noi portiamo una parte di tutte quelle persone che hanno fatto un pezzetto del viaggio insieme a noi. E’ questo il retaggio di Sanda. Non siamo un team assemblato dal nulla, ma siamo una storia che è degna di essere raccontata. Il mio compito? Testimoniare la vostra grandezza.

L’atleta è un momento, la persona è per sempre. Siate chi sognate di essere.